Conoscere lo schwa

CONOSCERE LO SCHWA…

non solo per parlare, ma anche per capire.

Le molte vocali inglesi non gravate dall’accento tonico cambiano in genere di qualità, perdendo sonorità finanche a scomparire del tutto.

Simili effetti interessano non solo i suoni vocalici dei polisillabi,  ma anche quell’unica vocale accentata dei monosillabi se seguita da “r” (es.: work, bird ecc.). In inglese tale  fenomeno di riduzione è generalizzato  riguardo  le vocali.

Il vs. interlocutore – se anglofono –  produrrà raramente i suoni che vi aspettate: vi consegnerà parole foneticamente vicine, che forse intuirete o riconoscerete a volte con difficoltà, o che forse neppure capirete.  Nel tentativo di “proporre” chiarezza voi magari lo ricambierete con parole scandite con dovizia, ricche di vocali ben pronunciate (per il vs. interlocutore sono suoni spuri ed inutili !) : esattamente il contrario di quello che occorre fare… Ecco perchè la comunicazione verbale è spesso difficile.

Dovete scientemente gestire i suoni vocalici e tendenzialmente trasformarli in un unico tipo di “suono non-suono, quasi-suono” che la linguistica definisce Schwa   . Un generoso uso di Schwa – sebbene improprie – può accidentalmente portare più vantaggi che svantaggi (sic!). Anche se in misura limitata ed incomparabile rispetto all’inglese, il fenomeno non è estraneo a varie lingue europee, semitiche ed orientali.

E’ un processo veramente molto semplice, ma fondamentale,  e bisogna conoscerlo.  Allora anche voi concorderete nell’affermare che ” Chi si occupa di lingue straniere e non conosce lo Schwa è come un medico che non sa cosa siano i globuli rossi…”

Potete accedere a una mia monografia sullo Schwa  cliccando qui.


per per saperne di più)

Capire i simboli fonetici IPA – A cura di Roberto V. Maritan